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News… i ragazzi raccontano!

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ANNO SCOLASTICO 2016/2017

 

7 novembre 2016

Demolizione del traliccio di via Giuriato

 

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Quanti di voi andando a giocare al parco giochi di via Giuriato hanno sognato di potersi arrampicare sulla cima del traliccio per vedere il mondo dall’alto (30 metri per l’esattezza…) ma non hanno mai potuto farlo?

Mercoledì 19 ottobre quel traliccio risalente agli anni ‘60 è stato demolito sotto gli sguardi di una cinquantina di alunni della scuola primaria Tiepolo e secondaria Barolini e di molti rappresentanti delle varie associazioni di quartiere.

C’è stata una cerimonia ufficiale, cui ha partecipato anche il sindaco Achille Variati, il quale ha dedicato a noi bambini, che rappresentiamo il futuro della città, la demolizione di questo primo traliccio.

Erano presenti i tecnici della ditta Terna che hanno illustrato il progetto.

Negli ultimi anni la ditta ha avviato un lavoro di riassetto della rete elettrica, con l’aiuto di AIM.

Terna ha investito complessivamente 13 milioni di euro in questo progetto.

Queste demolizioni sono possibili perché si è creato un elettrodotto in cavo interrato, rendendo così il servizio di trasmissione di energia più sicuro e adeguato alla sempre maggior richiesta energetica della città.

Verranno demoliti 54 vecchi tralicci e questo consentirà di restituire alla città di Vicenza 12 ettari di territorio, praticamente 17 campi da calcio!! E di recuperare 165 tonnellate di ferro e acciaio che verranno rimessi nel ciclo produttivo.

P.S. Il sindaco ha chiesto a noi ragazzi di impegnarci a mantenere la città sempre più bella pulita e sana.

Matteo Tognato 2.A

 

 

2 giugno 2016

I giovani in serie A

Non capita tutti i giorni di intervistare il proprio padre. Matteo Tognato l’ha fatto, chiedendo a suo papà, fresco vincitore del campionato di Terza Categoria con la Stanga, come mai i giovani calciatori italiani abbiano così poco spazio in serie A. Ecco la sua risposta…

“Penso che ci siano ragazzi molto bravi, con delle buone qualità, e che dovrebbero avere più spazio per giocare, ma le società preferiscono acquistare giovani stranieri perché sono più disposti a sacrificarsi.

“La soluzione potrebbe essere quella di creare la seconda squadra, come nella Liga spagnola, così permetterebbe ai giovani di maturare sia mentalmente che calcisticamente per affrontare la serie A”.

Matteo Tognato 1.A

 

Un ricordo incancellabile

La sera del 6 maggio 1976 la terra comincia a tremare.

Famiglie intere escono dalle proprie case correndo, per salvarsi la vita. Nell’aria c’è tensione e paura. Le facce angosciate di bambini e adulti che si domandando che cosa sia successo, e dove…

In Friuli 990 persone perdono la vita sotto le macerie delle proprie case.

Ora il ricordo di mia mamma di quella sera:”Avevo 9 anni. Stavo guardando un programma in televisione, insieme a tutta la mia famiglia. Ad un tratto il divano inizia a muoversi sotto di me. Inizialmente penso sia mia sorella che mi vuole dare fastidio, poi invece mio papà inizia ad urlare:” Il terremoto!” “Io non so neanche cosa sia il terremoto” ho pensato. Mio papà ci trascina fuori  e per la strada incontriamo amici e vicini, anche loro spaventa. Non sapevo bene che cosa stesse accadendo ma sapevo che non era niente di bello. Non avevo mai provato questa sensazione di vulnerabilità. Poi si venne a sapere che l’epicentro del terremoto era stato in Friuli. Noi abbiamo dei parenti verso Udine, questo ci preoccupò ancora di più. Ricordo le immagini trasmesse in TV, e la paura che mi era, e che mi è, rimasta. Dopo quel giorno, ogni sera, preparavo coperte, scarpe, per tutta la famiglia, e i miei risparmi davanti alla porta. Come se questo potesse salvarci”.

Alessia Pretto 1.A

 

18 aprile 2016

En-plein della Barolini alle fasi comunali dei campionati studenteschi  di  atletica leggera svoltisi a Creazzo mercoledì 13 aprile. La rappresentativa maschile si è imposta negli 80 mt con Nicolo’ Maita, nel lancio del peso con Gianluca Aiello e nel  vortex con Matteo Costa.  Inoltre la staffetta  4×100 formata da Costa, Sheta, Aiello e Maita ha vinto la propria gara. Ottimi anche il secondo posto di Lorenzo Chessari nel vortex  ed il terzo posto assoluto a squadre nella classifica maschile.

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14 aprile 2016

 

Uscita al Museo del Risorgimento e lezione sulla Guerra Bianca

Bianca, bianca come la neve, come la Grande Guerra. “Guerra Bianca-Fuoco sotto la neve”, questo era il tema dell’uscita al Museo del Risorgimento.
Il progetto prevedeva due momenti: la visita al museo, con particolare attenzione alla sala dedicata alla Prima Guerra mondiale e, nella stessa mattina, la partecipazione alla narrazione dell’attrice Paola Rossi “Fuoco sotto la neve”.
La narrazione si è svolta nell’auditorium del museo ed è stata accompagnata dalla proiezione di foto e filmati. Mentre Paola Rossi parlava, sono stata distratta dalle armi riposte su un tavolo davanti a lei. In un secondo momento ho sentito la frase ”sotto i loro piedi”. A quel punto non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla narratrice e dalle immagini che mostrava. Quel che raccontava consisteva in una storia nella quale i soldati italiani avevano scavato nel terreno sotto il Col di Lana  una galleria in salita per giungere sotto i piedi dei soldati austriaci e farli saltare per aria.
Un soldato austriaco lo aveva intuito, ma non aveva fiatato. Passarono settimane e doveva esserci un cambio nell’esercito austriaco. Il cambio si fece attendere, ma arrivò alla fine.
Chi sapeva che ci sarebbe stata l’esplosione disse:
“Ora tocca a te, tranquillo, sarà veloce”.
Dopodiché Paola Rossi ha continuato a parlare di espansioni dei popoli, degli avvenimenti accaduti nelle trincee tra la neve e le montagne, tra il freddo e i fucili, tra il dovere e il dolore.

Rus Anja   3B

 

 

Relazione sull’incontro con gli alpini del gruppo “Reolon”

e sulla lezione  del prof. Galliano Rosset

 

Mercoledì 9 marzo 2016 in Aula Magna abbiamo incontrato gli alpini di San Pio X
che sono venuti a parlarci della bandiera italiana e della sua storia. Prima di
iniziare, ci siamo alzati in piedi per ricordare i caduti in guerra.
Il prof. Galliano Rosset ha iniziato facendo un esempio per spiegarci quanto è
importante la bandiera italiana: ci ha fatto notare che, quando la nostra squadra
di calcio segna, tutti alzano la bandiera italiana. Questo ci ha fatto pensare a
quanta armonia può creare una bandiera perché è simbolo del nostro essere
italiani.
Dopo aver fatto questo esempio, ci ha raccontato la storia del tricolore.
Il primo a proporre questo vessillo fu Napoleone che portò in Italia una bandiera
simile a quella francese.
Dopo la sua morte cominciò un
periodo difficile: il territorio italiano     bandiera
si trovò diviso in nove stati,
ciascuno dei quali aveva una
moneta diversa. Per poter passare
da uno stato all’altro, era necessario
il passaporto. In questo periodo
alcuni Stati adottarono il tricolore e,
durante il Risorgimento, diventò
simbolo di unità e di indipendenza.
Nel 1961 nacque il Regno d’Italia e
la bandiera fu modificata: al tricolore fu aggiunto lo stemma dei Savoia (sfondo
bianco contornato di azzurro).
Nel 1964 la bandiera italiana (senza lo stemma dei Savoia) diventò il simbolo
dell’Italia repubblicana.
Il prof. Galliano Rosset ci ha anche fatto vedere delle cartoline spedite dai soldati
alle famiglie durante la guerra. Tra quelle che ci ha fatto vedere, mi ha molto
colpito quella che raffigurava un soldato italiano morto: indossava una divisa
verde che contrastava con il bianco della neve e il rosso del suo sangue. Il
professore ci ha anche detto che questa cartolina era proibita in tempo di guerra.
Vicenza è l’unica città che, al posto di unbandiera2
proprio gonfalone, ha la bandiera nazionale
con al centro il simbolo del Comune.
Alla fine della presentazione abbiamo
cantato l’Inno d’Italia, poi gli alpini hanno
consegnato, alle classi prime, una bandiera
italiana da mettere in aula.
È stato un incontro molto interessante
perché mi ha fatto capire il significato della
nostra bandiera. Non sapevo che avesse
una storia così lunga e complessa.
Il mio nonno, in varie cerimonie, ha portato il tricolore ed è stato molto orgoglioso di farlo. Adesso so perché.
Gabriele Nardello 1 A

 

Il giorno mercoledì 9 marzo 2016, dalle ore 11:00 alle ore 12:00, le classi prime della scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Barolini, hanno partecipato,  nell’aula magna, all’incontro con gli Alpini del gruppo “Reolon” e alla lezione del Prof. Galliano Rosset. Il tema dell’incontro era  il significato e la storia del tricolore italiano. Dopo un saluto del Dirigente Scolastico  Dr. Vicari, abbiamo celebrato un minuto di silenzio dedicato ai caduti in guerra. Successivamente il Prof. Galliano Rosset, attraverso una serie di immagini sulla lavagna digitale, ci ha illustrato la storia dalla bandiera italiana. Essa risale all’epoca di Napoleone Bonaparte che, nel 1° decennio del 1800, importò in Italia la bandiera tricolore simile a quella francese, tranne che per il colore azzurro che fu sostituito con il verde. Dopo il congresso di Vienna, l’Italia venne divisa in nove Stati diversi per governo e moneta ed alcuni di questi adottarono il tricolore. Durante il periodo del Risorgimento la bandiera tricolore diventa il simbolo dell’unità del popolo italiano e dalle potenze straniere. Nel 1861 nasce il Regno d’Italia e con esso il  tricolore diventa la bandiera ufficiale, inglobando però lo stemma della casa regnante dei Savoia, cioè un campo bianco contornato di azzurro. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, il referendum popolare decreta la fine della monarchia dei Savoia e la nascita della Repubblica e il tricolore assume l’aspetto attuale, eliminando lo stemma dei Savoia dal suo interno. La conoscenza del tricolore si diffonde nella popolazione anche attraverso l’utilizzo di cartoline illustrate per la corrispondenza.

Il Prof. Rosset ci ha spiegato poi che la bandiera del Comune di Vicenza è l’unica, tra le tante bandiere dei Comuni d’Italia, ad avere il tricolore accompagnato dallo stemma della città. Terminata la lezione del prof. Rosset, abbiamo ascoltato il Prof. Ongaro che ha suonato, con la sua tromba, l’Inno  di Mameli “Fratelli d’Italia”, che è l’inno del nostro paese, e gli Alpini hanno fatto dono di alcune bandiere tricolori alle classi prime e alla Dirigente. Ma cosa rappresenta oggi il tricolore? Esso è il simbolo del nostro paese e del nostro essere italiani. Pensiamo ad esempio al calcio: ognuno di noi tifa una squadra diversa e durante il campionato siamo uno contro l’altro, ma quando gioca la Nazionale italiana il tifo è uno solo e la bandiera tricolore ci unisce tutti.

Chiara Fior 1^A

 

Qualche goccia  di poesia

 

Dedicata ad Andrea Zanzotto

La giornata con un’alba sul mare inizia.

Mi sveglio apro la finestra

vedo il sorgere del sole…

e abbasso lo sguardo, c’è il libro

che ieri sera ho letto

affacciato alla finestra. Si muovono

le pagine, girate dal vento.

Mi vesto, e vado

a fare colazione:

tre zollette di zucchero,

con un buon caffelatte.

Finita la colazione,

a prendere i secchi dell’acqua

per la famiglia vado.

Da un bel sole che c’era,

un bruttissimo tempo inizia…

arrivano la pioggia, il temporale,

un vento fortissimo.

Vedo le gocce della pioggia,

nelle pozzanghere, sul vetro

della mia finestra.

Dopo ore, ore e ore…

la pioggia finisce,

ma una grande nebbia scende.

Rimango attaccato alla finestra

a vedere se va via,

perchè solo il sole  voglio.

E’ tardo pomeriggio e

il sole si inizia a vedere.

Tutti sono ad asciugare

i vestiti a caldi raggi del sole,

che sembra che ci abbracci

come una grande mamma.

Scendo giù, ad aiutare la mamma

che i panni sta asciugando. Vedo

una pozzanghera, estesa, che i rami

di un grande albero riflette.

Finito di aiutare la mamma,

a casa torno.

La natura è bella -penso- come

una pianta di fucsia,

ma può essere crudele,

come un serpente.

Giacomo De Lorenzo 2A

 

Lei

I suoi occhi sono da amare

Belli, profondi come il mare

I suoi capelli son di color biondo splendente

Come il sole, è sempre nella mia mente

La sua voce è come quella di un angelo

Infatti quando la sento mi sento in cielo

Vorrei poter non amarti

Ma per ora riesco solo a sognarti

Gabriel Frimgpong  2^ A

 

Io e te

Guardami

Guardati:

siamo i ricordi che camminano

siamo l’ombra sbiadita

di un futuro mancato.

Vorrei fare un salto nell’aldilà

Per darti un bacio che duri l’eternità

Come le nostre parole.

Gabriel Frimgpong 2^ A

 

 

La scuola

La scuola è dura

come la natura

con banchi ovunque

come se fosse una ringhiera

cestini per il canestro

quando non c’è il maestro

stranieri e italiani

messi insieme

come l’incontro

di due aeroplani

e lavagne sporche di numeri

lettere e quaderni ovunque.

Ali Tahir  2^A

 

 

La vita

La vita è unica

la vita è costosa

se hai una morosa.

Chiudi gli occhi e

vedrai il tuo passato.

Chiudi gli occhi e

vedrai il tuo presente.

Chiudi gli occhi e

vedrai il tuo futuro

Se non apri gli occhi

vai a sbattere contro il muro.

Ali Tahir  2^A

 

10 marzo 2016

 

La strada giusta

sicurezza stradale

 

L’ incontro con Sergio Maistrello (responsabile della scuola guida Ready2go) e con l’agente Alessandro Zadra al liceo Quadri è stato molto utile. Abbiamo compreso che la sicurezza stradale con la conoscenza delle regole è importante. Spesso diamo la colpa degli incidenti alla strada o al veicolo. La maggior parte degli incidenti (90%), però è causata dall’uomo, a causa del telefono o di altri agenti qualsiasi: alcool, fumo, droga, stato d’animo alterato ecc. Maistrello ci ha spiegato i limiti del ciclomotore, ovvero che la cilindrata non deve superare 50cc (centimetri cubi) e che la velocità massima deve essere di 45 km/h. Sempre riguardo al ciclomotore, e all’autovettura, lo spazio di reazione è un argomento/funzione che ci salva la vita. Lo spazio di reazione dipende dallo stato fisico della persona, dal suo stato d’animo e dalla sua percezione del pericolo. Se per esempio andiamo a 45 km/h per frenare del tutto ci mettiamo esattamente 13 metri. Il tempo di reazione invece è il tempo che passa dalla percezione del pericolo alla frenata. In media il tempo di reazione è di 1 o 2 secondi. Ma se le condizioni sono alterate, ovvero dopo aver bevuto o assunto droga, il tempo di reazione è di circa 4 secondi. Lo stato fisiologico dipende da cause naturali e non: le cause naturali sono sonno fame ecc. Mentre quelle non naturali sono alcool droga, che causano anche la riduzione della vistala difficoltà di percezione e dei comportamenti impulsivi. Da cui arriva la regola di non guidare dopo aver assunto l’alcool. Abbiamo affrontato l’argomento cinture. Abbiamo, inoltre, visto diversi video di incidenti mortali a causa della mancanza di cinture di sicurezza. Abbiamo chiuso l’argomento con qualche frase importante:

  • La tua vita non ha il replay
  • Meglio perdere un minuto della tua vita che la vita in un minuto
  • Lascia un segno nella vita e non sull’asfalto

Alessandro Zadra, esperto di ricostruzione di incidenti e di educazione stradale, ha ripreso l’argomento delle distrazioni. Sono molto frequenti le morti per la distrazione dei pedoni, non solo degli automobilisti. Bisogna avere una tecnica per attraversare. Sinistra, destra Sinistra, queste sono le direzioni n cui bisogna guardare, poiché tutte le macchine provengono da sinistra bisogna fare doppia attenzione. Poi ci ha rivolto una domanda: la bicicletta è un veicolo? Sì lo è, mentre i monopattini, pattini, skateboard non lo sono. L’argomento casco è stato una cosa importantissima da affrontare, grazie a questo potremmo salvarci la vita, poiché il casco è riempito di polistirolo, e resistente fuori. Se il casco subisce una botta allora è da buttare. La parte interna se viene colpita violentemente si rompe e attutisce il danno alla testa. Altrettanto importante sono i guanti, non necessari ma utili in caso facessi una caduta ti graffieresti le mani sarebbero d’aiuto.

Chiara: L’incontro è stato molto utile riguardo alle informazioni che ci hanno dato. Soprattutto l’esperienza di incontrare persone che ogni giorno sono a contatto con incidenti e ricostruzioni.

Nicolò: E’ stato interessante, ma non avrei voluto parlare di queste cose ora che ho 13 anni, e a malapena vado in bici. Penso che siano utili a noi giovanissimi, ma più adatte alle classi superiori.

 

Chiara Torresan e Nicolò Cavarretta 3.A

 

8 marzo 2016

Giochi della gioventù

 

Lunedì 22 febbraio ho partecipato ai “Giochi della gioventù” della pallavolo assieme ad altre ragazze della mia scuola.
Eravamo in 13 e abbiamo giocato a Torri di Quartesolo contro le squadre rappresentanti di altre scuole medie vicentine. Quando sono stata selezionata ero molto felice ma allo stesso tempo ansiosa, perché non avevo mai giocato con le altre mie compagne. Secondo me è stata una bella esperienza , importante per diversi motivi: oltre ad aver legato di più con le altre ragazze, abbiamo fatto squadra e ci abbiamo messo molta grinta. Nonostante la sconfitta siamo andate avanti, accettando la cosa. Devo dire inoltre che il professore di educazione fisica é stato molto gentile e premuroso con tutte noi, ci ha motivate e personalmente mi ha insegnato cose nuove della pallavolo che ancora non conoscevo. Spero che in futuro ci saranno altre occasioni per incontrare di nuovo le mie compagne di gioco per altri tornei e per nuove vittorie.

Luna Maria Amoah 1.A

 

 

8 marzo 2016

Lezione – concertoband

 

Mercoledì 2 marzo noi alunni delle terze abbiamo assistito ad una lezione-concerto dei “Musicipio” in aula magna. Curatrice dell’evento è stata la professoressa Elisa Doria, che suona la tastiera nel gruppo assieme a Nicola Articci (chitarra), Alberto Borga (basso), Eleonora Carlotto (voce) ed al fratello Mariano Doria (batteria). La lezione-concerto è stata aperta da un gruppo di sette alunni di varie classi (Claudia Carta, Riccardo Orciani, Soaki M., Sara Brusaporco, Lazar Goicovic, Alain Stanley, Nicola Cristofoli e Leonardo Zaffonato), chiamati gli Spiorocks, che hanno suonato e cantato tre brani, Mission Impossible, Can’t take my eyes of you e Happy. I Musicipio successivamente hanno eseguito: Angie, I beleve I can fly, Simply the best e you should be dancing.

Il batterista Mariano Doria ha presentato in un modo davvero divertente ciascun brano, coinvolgendo tutto il pubblico in sala, prof compresi.

 

Alla fine del concerto abbiamo intervistato la professoressa Doria: ecco le domande e le risposte:

Come è nato il progetto?

È nato per cercare di creare interesse per la musica nei ragazzi.

Cosa l’ha colpita di più?

Che i ragazzi, dopo un impatto rigido, siano riusciti a comprendere il significato dell’evento.

Perché avete creato gli Spio Rocks?

Per dare un esempio concreto di come nasce una band.

Come si chiamava il basso di Alberto Borga?

Basso Laurus: è stato inventato da Cazzola a Schio ed è uno strumento fatto a mano.

 

Eleonora Di Pasquale 3.B

 

 

 

7 marzo 2016

Incontro con Gian Antonio StellaGian-Antonio-Stella-816x1024

 

Gian Antonio Stella è un giornalista del Corriere della Sera, nato ad Asolo (Treviso) nel 1953. E’ stato uno dei 5 relatori che il 15 gennaio, al ginnasio Maffei di Verona, ha illustrato i vari aspetti del giornalismo e dei progetti nei quali le scuole sono coinvolte.
Per spiegare ha iniziato mostrandoci e commentando le prime pagine dei quotidiani di quel giorno proiettate. Nulla di strano, a parte i divertentissimi titoli di ogni articolo, che hanno fatto morir dal ridere tutti gli studenti. Almeno una risata in mezzo a tanta serietà!
Mi ha sorpreso come un uomo “diversamente giovane” come lui abbia potuto trovare qualcosa per cui ridere in mezzo alle spesso, noiose pagine di giornale (tra cui doppi sensi). Che dire… Un giornalista molto simpatico lo “Zio Gas”. Ma, nonostante la sua ironia, è riuscito anche a farci riflettere sui rischi in cui incorrono i giornalisti (denunce e minacce) e anche sulle loro difficoltà. E’ incredibile come un lavoro che la gente vede quasi insignificante, abbia in realtà così tante sfaccettature.

–E’ quasi un lavoro nobile- ha sottolineato lo stesso Stella-. Ti permette di stare vicino a persone che non sanno neanche chi sei. Entri nelle loro case e, indirettamente, bevi un caffè con loro.-
Parole veramente belle, che rappresentano anche la profondità di questo lavoro. -Sapete cosa penso di questo momento?- Chiese a un certo punto alla platea – Penso che alcuni di voi un giorno sostituiranno tutti e noi cinque. Già scruto qualche faccia da giornalista.
E chissà chi guardava!

Nicolò Cavarretta 3.A